Dialogo
Una rosa che maggio
ferì di temporali
sfiorì anzitempo
e alla sorella nuova
che s’apriva alla luce:
“Spero tu abbia più generosa sorte.”
Questa confusa:
“Se pure il tempo mio
sarà sì breve
a che giova sbocciare
e illudersi di sole?”
“Io non lo so
-la prima replicò-
a chi si debba il merito
ma credo
che non esista
un gioco più crudele.”
E sfatta rotolò fra terra e ghiaia.
[31/05/2010]
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